La mia Champagne – Travel Tips

In Articles, Travel Tips by Alessio CesquiLeave a Comment

 

Ho sempre avuto in mente un parallelismo ben delineato che associasse musica e vino: cosi come non si potrà mai dire di conoscere davvero una band prima di averla vista esibirsi dal vivo, cosi non si potrà avere un’idea compiuta di un vino se non si visita il terroir che lo genera. Ma forse si può andare anche più a fondo: se si apprezza un brano, un album, un live di una band e tale apprezzamento comincia a travalicare il limite della passione, viene automatico “ volerne sapere di più “ , avere il desiderio di scoprire aneddoti ed alchimie che hanno reso possibile la creazione di quella magia che ci tocca l’anima, pervade la mente e crea una sana dipendenza. Questione di produzione di serotonina: impossibile resistere, cibo per la mente.

Con il vino valgono le stesse considerazioni: spesso l’assaggio può essere indotto da una recensione scritta nella maniera giusta, dal racconto entusiasta di un amico, dal fascino magnetico di un’etichetta, da un caso fortuito che mette sul nostro cammino proprio quella bottiglia. Se poi durante la degustazione se ne resta affascinati credo sia lecito “volerne sapere di più”. Arriverà per tutti il momento in cui si vorrà andare “oltre” e questo vorrà dire semplicemente una cosa: che è giunto il momento di mettersi in macchina/aereo ed andare a visitare l’ artefice. Concepisco sempre il viaggio come un mezzo per un fine. Tra i primi viaggi compiuti da “ winederluster “ c’è stata la Champagne. 

Il pregresso non è stato un semplice interesse per queste soavi bollicine protagoniste di  serate memorabili ma da tali esperienze ho trovato l’ispirazione per dare un compimento “ didattico “ alla passione frequentando un corso di 9 mesi durante il quale ho potuto formare una conoscenza profonda delle mille sfaccettature che compongono questa regione unica, capirne le dinamiche tanto agronomiche che commerciali e sviluppare un giudizio critico in merito a ciò che preferisco, che meglio si accorda con la mia idea di bellezza: il vino ha a che fare con l’estetica ed è l’unica opera d’arte che puoi bere.

Niente è più inflazionato, modaiolo, artefatto e contemporaneamente genuino, autentico e trascendente di una bottiglia di champagne: quello giusto, quello che parla all’anima generando un’ euforia imparagonabile, uno stato d’animo elevato, la gioia di vivere, il lusso inteso come possibilità di godimento profondo e puro a meno di 50€ a dose.

Consiglio di creare il viaggio nella modalità “ fai da te “ prenotando con un paio di mesi di anticipo sia il biglietto aereo che la macchina e soprattutto l’alloggio. Per visitare le maisons più “ commerciali ” non è necessaria alcuna prenotazione preventiva: basta visitare il sito internet dedicato e controllare gli orari di apertura: ci sono visite guidate praticamente a getto continuo. Per le maisons ed i vignerons più esclusivi è necessaria la prenotazione o quantomeno un previo scambio di mail, meglio se si è operatori del settore. Per i “ mostri sacri” si deve avere un santo importante in paradiso altrimenti ci si limiterà alla triste ed inflazionata foto di fronte il cancello d’entrata.

Consiglio la primavera inoltrata, diciamo metà/fine Maggio, come periodo ideale di visita.Base di partenza è indiscutibilmente Reims, “ capitale “ della e dello Champagne oltre che caratteristica città universitaria, famosa anche per la sua cattedrale “ Notre Dame de Reims”, riproduzione in scala leggermente ridotta della sorella maggiore sita in Paris. 

Personalmente credo che una settimana sia un lasso di tempo adeguato per concedersi il giusto tempo alternando visite in cantina, guida senza meta lungo le strade che corrono nel mezzo di infinite vigne piantate su colline di gesso, pranzi luculliani e riflessione mistica magari in riva ad un ruscello ( ad AY ho lasciato un pezzo del mio cuore dopo un pranzo memorabile ). 

Riguardo l’alloggio consiglio di affidarsi al portale “ Air b’n’b “ e magari orientare la propria scelta più su un appartamento che isu una camera d’hotel. Non sottovalutate la possibilità di alternare cene al ristorante con la possibilità di gustarvi comodamente a casa una bottiglia acquistata il giorno prima in cantina. Personalmente ho affittato un luminoso e confortevole appartamento situato in Rue Cérès a 2 passi dalla piazza principale. 

Come primo step consiglio di visitare la piazza della Cattedrale, davvero suggestiva e di concedervi il primo di una lunga serie di aperitivi presso la champagneria “ Parvis “ : ( 2, Rue Rockfeller ) . Ampia scelta di champagne al bicchiere e cantina mostruosamente vasta per numero di etichette e profondità di annate. 

Au Bureau Reims Cathédrale” ( 9, Place du Cardinale Luçon ) è una buona opzione per chi volesse concedersi uno spuntino veloce in una brasserie caratteristica dalla cucina gustosa.

Ma veniamo al sodo: le cantine, pardon, Maisons. Consiglio di non concentrare più di due visite al giorno altrimenti si rischia di essere totalmente sopraffatti dall’ effervescenza e dall’ euforia e, tornati a casa, avere la sensazione di aver vissuto un sogno dai contorni opachi e nebbiosi, come i ricordi che vi rimarranno se calcherete ( come inevitabilmente accadrà ) la mano.

A Reims ( inteso proprio come Reims città ) molte cantine hanno il loro quartier generale: dalle ultracommerciali Pommery, Mumm e Veuve Clicquot passando per le storiche Ruinart, Taittinger, Bruno Paillard, Louis Roederer e Charles Heidsieck fino alla mitica ed impenetrabile KRUG.

Posso dire di aver avuto un’esperienza orizzontale: penso che parte integrante di una visione onnicomprensiva del mondo Champagne passi anche dalla visita delle cantine storiche che inevitabilmente hanno veicolato il nome ed il blasone di questo vino nel mondo.

Veuve Cliquot ( 1, Rue Albert Thomas ) e Mumm ( 34, Rue du Champ de Mars ) possono essere ( una o l’altra, non entrambe ) un buon inizio per approcciare il mondo Champagne e cominciare a farsi un’idea: vero che si tratta di visite puramente turistiche ma queste cantine sono cosi strutturate da prevedere visite guidate della durata di un’ora con personale multilingue e degustazione finale di 3 o 4 etichette. Altro “plus” di una visita del genere è la possibilità di visitare la famigerate “ Crayères “ : mastodontiche grotte scavate dai romani per l’estrazione del gesso, oggi adibite a luogo di affinamento e stoccaggio di milioni di bottiglie .

Salendo di livello, rimanendo sempre a Reims, consiglio la visita della Maison Taittinger ( 9, Place St. Nicaise ) per la quale non è necessaria prenotazione: basta accedere ed aspettare che cominci il tour. Bellissime e curate le crayères, accogliente la sala degustazione. Abbiamo scelto il tour con 4 assaggi finali: dalla cuvée “ entry level “ al top di gamma Comte de Champagne, un blanc de blanc ottenuto da sole uve Chardonnay che affina sui lieviti per circa 60 mesi conferendo al prodotto finale un perlage setoso, finissimo che dona brio ad un corpo opulento, solare con sentori di frutta tropicale , pesca a polpa gialla matura ed una nota boisée mai eccessiva anzi… golosa!

Precisazione: MAI considerare il cosiddetto “ entry level “ il prodotto di minor pregio di una maison. Qui vige un altro principio: l’etichetta dalla tiratura più elevata è il vero biglietto da visita della cantina, il suo portavoce nel mondo, il prodotto che ne definisce ed incarna lo stile. E’ bene tenerlo a mente .

 

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