Viaggio in Umbria – Travel Tips

In Articles, Travel Tips by Michela MontanaroLeave a Comment

 

Nota per il viaggiatore: tranne il caso in cui il vostro viaggio preveda di soggiornare nel centro storico di Perugia e di muovervi solo al suo interno, raccomando caldamente di intraprendere questo viaggio muniti di auto senza la quale ogni spostamento sarà estremamente limitato.

L’Umbria è una regione ricca di luoghi d’interesse, per lo spirito, con i suoi scorci di natura, per la mente, con i suoi monumenti artistici, e per la pancia, con la sua ricca tradizione gastronomica. Fatevelo dire da chi come me ci proviene, è un luogo che si apprezza appieno da viaggiatori, si, è uno di quei posti che apprezza di più un avventore che chi ci vive; non perché l’abitudine ne sminuisca il valore (un Romano non smetterà mai di emozionarsi passando vicino al Colosseo), ma perché solo vivendoci ci si scontra con alcuni grandi limiti indubbiamente presenti. Per cui dopo quasi 10 anni di assenza, ho deciso di ridisegnare la mia visione dell’Umbria, attraverso il ricordo di tutti quei posti che ho conosciuto e che suggerirei di visitare ad un amico che mi chiedesse dei consigli di viaggio sull’Umbria (con un focus approfondito sul mondo vino ma anche sul mondo cibo). Partiremo da Nord per scendere verso sud.

GUBBIO
Ve la segnalo non per il tradizionale centro cittadino in stile medievale, le numerose chiese e parchi naturali che comunque, se vi ci trovate, meritano sempre un giretto, ma per il più grande Albero di Natale al mondo disegnato sul profilo del monte Ingino con ben 800  luci. Custodisco della visione al buio di questo gigante albero luminoso, un ricordo profondo e quasi intimo che vi auguro di ritrovare quando vi troverete ad ammirarlo. 

ZONA DEL TRASIMENO
Pur essendo nata ad Assisi, è la parte dell’Umbria di cui ho maggiore consapevole dimestichezza, dal momento che ci ho vissuto dai 13 ai 18 anni nel periodo in cui iniziava la mia emancipazione. E’ difficile menzionare tutti i luoghi in cui ho trascorso momenti spensierati in armonia  bucolica, potrebbero essere San Feliciano, Castiglion del Lago, Passignano sul Trasimeno, perciò vi consiglio di andare a vederle tutte e tre, o solo una a scelta. Il periodo più bello secondo me è la primavera, per i profumi degli alberi in fiore e una luce brillante che fa scintillare ogni barchetta in acqua. Però se soffrite d’allergia (come la sottoscritta) allora meglio evitare e rimandare ai mesi estivi o ancora meglio a settembre. Per un particolare gioco di correnti, soprattutto le coste lungo il lago si riempiono letteralmente di pioppi bianchi creando un suggestivo e paradossale scenario da neve. Leggere su uno dei tanti prati verdi in riva al lago, è tra i modi più belli di godere del Trasimeno a mio avviso. Essendo zona di lago, là fa da padrone la cucina di pesce da lago, vi consiglio di provare il tegamaccio del Trasimeno, una zuppa di pesce al pomodoro, cotta in un tegame di coccio; la mia preferita è con l’anguilla o il luccio. Vi suggerisco anche di fermarvi da Faliero, casa della leggendaria “Sora Maria de la torta al testo più bona che ce sia”. La torta al testo è una specialità umbra, una specie di focaccia non lievitata fatta di acqua, bicarbonato e farina, cotta sul testo, una tegola in ghisa che tradizionalmente viene scaldata sulle stufe a legna. La farcia più tipica è sicuramente erba e salsiccia, ma si trova in tantissime versioni (ricordo una squisita di Faliero con le melanzane). Tutta l’Umbria risente ancora, per fortuna dei nostri palati, di un forte retaggio campagnolo-contadino, per cui sia che andiate al supermercato, che al mercato settimanale, frutta ma soprattutto verdura sono locali e molto genuine. Poco sotto il Lago Trasimeno si trovano i borghi di Panicale e Città della Pieve, annoverati tra i borghi più suggestivi d’Italia. Sono bellissimi sempre, ma il mio momento preferito per visitarli è sotto le feste natalizie, quando i borghi vengono allestiti con scintillanti addobbi natalizi. Nelle immediate vicinanze di Panicale si trova l’azienda vinicola La Casa dei Cini, diretta da Clelia e Riccardo che vi mostreranno come la tradizione contadina umbra si sia sposata con la viticoltura sostenibile. Producono dei vini rossi molto piacevoli e anche un EVO ottenuto dalle loro olive (da provare l’emozione di una bruschettata alla brace con olio nuovo). Visto che siamo da queste parti non posso esimermi dal menzionare uno dei miei posti ‘segreti’ che più amo anche se si trova nella parte toscana di confine con l’Umbria; ma è velocemente raggiungibile in macchina e soprattutto se vi trovate lì in autunno, credetemi, ne vale proprio la pena. Sto parlando delle terme naturali di San Casciano, nascoste subito fuori le mura dell’omonima cittadina. Due vasche in pietra naturale piene di acqua sulfurea calda nel bel mezzo della Natura. Intorno ci sono solo alberi, pace e silenzio. Amo andarci soprattutto a novembre quando spesso piove e il contrasto tra la temperatura esterna e la pioggia, e il tepore interno regala una sensazione di indescrivibile piacevolezza. Sconsiglio di andarci in estate per i malori che potrebbero insorgere dal repentino abbassamento della pressione dato dalla temperatura dell’acqua e il caldo estivo. Ci tengo molto a sottolineare di prestare la massima attenzione nel rispettare l’ambiente che trovate; non sporcate, non fate nulla che possa rovinare questo luogo magico. Proseguiamo con un’altra cantina da visitare. Il giovane Giulio Rinaldi conduce da pochi anni la cantina Lumiluna a Mercatello, in provincia di Marsciano, con grande passione per il suo mestiere che inizia a dare i frutti delle sue fatiche. Giulio come Clelia d’altronde, sono due autoctoni veraci che conoscono molto bene l'hinterland, per cui, per qualunque dritta abbiate bisogno, chiedete a loro, sapranno di certo consigliarvi. E a proposito di dritte, se volete soggiornare da queste parti, vi consiglio il B&B Al Soci La Tasca a Mercatello. E’ un minuscolo paesino isolato dove troverete tranquillità, silenzio, e la meravigliosa accoglienza della patron Paola; non limitatevi a soggiornarvi, trascorrete la serata al suo bar dove si radunano gli abitanti che vengono per una chiacchierata, come si faceva una volta nei bar di paese. E’ una bellissima esperienza per riscoprire l'autenticità degli incontri tra persone nuove. Non ve ne pentirete. Ultimo consiglio mangereccio della zona: la Locanda del Busta, posto curato e di cucina tradizionale molto apprezzato dai Locals.

PERUGIA
La città più cittadina dell’Umbria. Non mi dilungherò in descrizioni e suggerimenti che potete facilmente trovare ovunque; mi limito a un paio di dritte: anche se nel corso degli anni lo spessore degli artisti che vi partecipano non è più quello di un tempo (ricordo quando si esibì Herbie Hancock, per dirne uno), Umbria Jazz continua ad essere un bel festival musicale. Se siete veri appassionati di musica jazz vi consiglio caldamente di comprare i biglietti dei concerti privati (alcuni concerti sono pubblici, altri no); un tempo quasi non c’era distinzione tra quelli gratuiti e a pagamento, oggi non è più così, per cui ripeto, se vi piace il buon jazz comprate un biglietto ed andate a qualche concerto privato: è un evento che ancora attira grandi artisti che vale la pena andare ad ascoltare. Dato che ho citato l’evento number one, non posso non citare l’altro grande evento che ha legato il suo nome a quello di Perugia: Eurochocolate. NON andateci. Per mille motivi che vi posso riassumere in: è una pacchiana trovata commerciale priva di senso. Fiumi di folle che si accalcano per comprare gli avanzi di magazzino di 5 anni fa a prezzi oltraggiosi, per non parlare dei prezzi lievitati persino di una branda in ostello e di ristoranti, pub, tutto. Noi perugini lo detestiamo perché insozza la città rendendola inagibile per tutta la sua durata. Ultima considerazione di scoraggiamento: 20 anni fa, un festival del cioccolato poteva avere anche senso visto il freddo che faceva a fine ottobre, voglio dire una cioccolata calda si beveva con piacere, ma oggi? Le temperature si sono così alzate che più che una cioccolata calda vien voglia di un gelato. Lasciate perdere!    

Prima di lasciare Perugia, vi consiglio 3 aziende vinicole nelle vicinanze da visitare; cantina Montecorneo 570 dove oltre alla degustazione dei suoi vini, potrete approfondire il tema dell’appassimento e dei vini che se ne ricavano; inoltre tra i suoi prodotti non troverete solo i vini ma anche EVO, fagioli e salumi di loro produzione. I vini di Giovanni è come una cantina ‘fantasma’ nel senso che oltre a poter trovare i suoi vini in giro, si sa poco più, quindi vi dico quello che so: fa dei vini naturali che mi piacciono, si trova a Pianello, a nord di Perugia ed oltre a fare vino produce anche EVO. Se volete provare a contattarlo per una visita in azienda vi consiglio di contattarlo tramite facebook (Giovanni Mesina). Ultima ma non ultima, Cantina Margò capitanata dal talentuoso Carlo Tabarrini, vi consiglio di fare una degustazione dei suoi vini perchè sono delle piccole chicche. Per quanto riguarda i consigli su ristoranti e affiliati vi devo ammettere che mancando dall’Umbria da così tanto tempo sono un po’ fuori dal giro, ma ho comunque voluto selezionare dei posti di cui mi hanno parlato molto bene. Ma prima iniziamo dall’unico posto che consiglio personalmente: Antica Latteria; si tratta di un baretto non troppo curato a cui nessuno darebbe fiducia ma..ma..dietro al suo bancone troverete il maritozzo con la panna più buono dell’Umbria fatto dal signor Giovanni (spero di ricordare bene il nome) che da circa 50 anni presidia il centro allietando le giornate di tutti i passanti con questa squisita colazione. Se ci passate in tarda primavera o estate non perdetevi la granita al caffè fatta in casa con panna, è da perderci la testa! Per quanto riguarda il resto, miei informatori segnalano La bottega del vino come wine bar d’interesse e Osteria Priori, Civico 25 e Stella, come punti di riferimento per mangiare piatti della tradizione senza farsi mancare tutto il resto. 

ASSISI
Mia terra natia che però conosco più di nome che di fatto dal momento che si sono solo nata. Neanche a dirlo, la Basilica di San Francesco è la Mecca principale, insieme a molti altri luoghi sacri di forte interesse architettonico ed artistico; tuttavia vorrei spostare l’attenzione sul Bosco di San Francesco, un grande parco verde all’interno del quale è possibile fare delle rilassanti passeggiate lungo i vari sentieri. Ai piedi d’Assisi ci sono due cantine che meritano una visita: Tili e Sportoletti, entrambi produttori non solo di vini ma anche di EVO. Ve li consiglio! Se pensate di fermarvi nella città del Santo poverello per mangiare vi segnalo 2 posti che, anche qui, non ho testato personalmente, ma che mi garantiscono valere la sosta. La trattoria Pallotta si trova nel centro storico di Assisi e in un contesto rustico tipico della tradizione umbra propone piatti della tradizione senza troppi fronzoli. Tutt’altra cosa è la Locanda del Cardinale, sofisticato ristorante a tutti gli effetti che propone una cucina più elaborata supportata da un’estesa carta vini in un ambiente molto elegante. 

PETTINO 
Se vi trovate ad Assisi o nelle sue vicinanze, vi consiglio vivamente di fare un salto a Pettino, l’ideale è arrivarci in piena mattinata, fare una passeggiata nelle vicinanze per poi fermarvi a pranzo. Ma partiamo dall’inizio, Pettino è la frazione più alta di Campello sul Clitunno a 1074 m d’altitudine; ci si arriva percorrendo una ripida strada di montagna piena di curve e gioia di tutti i motociclisti. Una volta arrivati rimarrete disorientati dalla vastità di cui si gode. Suddetta frazioncina consta di una manciata di casette, una chiesa, un campo da calcio e uno delle mie tane preferite per trascorrere un bel pranzo. Come si chiama questo posto? Boh, ma è l’unico ristorante che si trova qui quindi non potete sbagliarvi. La loro specialità è il tartufo locale che viene generosamente elargito in accompagnamento a frittate, strangozzi, bruschette, bistecche, tutto rigorosamente fatto in casa sotto l’occhio vigile della matriarca della famiglia che conduce l’attività: parliamo di una signora che su per giù sta sull’ottantina e che ho sempre trovato piegata sul mattarello in cucina. 

SPELLO
E’ un paesino carino come tanti altri salvo che nella domenica successiva alla Pentecoste si trasforma in qualcosa di unico: le strade cittadine vengono adibite ad esporre  raffinate composizione floreali in una sorta di museo a cielo aperto che portano il nome di Infiorate. Un’esperienza unica e molto particolare. 

MONTEFALCO 
La regione viticola dell’Umbria per eccellenza, la patria del Sagrantino. Il paese è carino da visitare a piedi e magari fermarsi a mangiare Alla Via di Mezzo da Giorgione, personaggio di riferimento nel panorama italiano dei cuochi veraci che hanno imparato il mestiere sul campo. La cucina casereccia è resa ancora più genuina e autentica dalla presenza di questo omone che vi farà sentire come a casa. Tra le tante cantine a disposizione, consiglio Raina di Francesco Mariani, il quale a mio avviso è riuscito a trovare la quadra tra portare avanti una viticoltura biodinamica ed esprimere territorialità nei vini che produce; sappiate che offrono anche la possibilità di mangiare presso la loro tenuta. 

CASTELLUCCIO DI NORCIA
Norcia era una bellissima realtà umbra immersa nel verde, famosa per le prelibate norcinerie, ossia i salumi tipici di qui; a seguito del terremoto del 2016, la città ancora stenta riprendersi, per fortuna almeno il ciclo della natura non si è interrotto, e continua a regalare visioni stupefacenti con le sue Fiorite. Infatti tra giugno e luglio l’altopiano ai piedi del Monte Vettore si colora per la fioritura come neanche quadro dipinto. Se passate da queste parti in quel periodo vi consiglio di fermarvi a Pian Grande o Pian Perduto dove potrete assistere allo spettacolo di questo paesaggio striato di sgargianti colori della sbocciatura dei fiori di papaveri, narcisi, violette e soprattutto lenticchie di cui vi consiglio fare incetta perchè sono di una strepitosa bontà.

SPOLETO 
E’ bella sempre, con il suo duomo e il Ponte delle Torri, ma se potete andateci tra la fine di giugno e metà luglio quando la città ospita il Festival dei Due Mondi, uno degli eventi culturali più interessanti organizzati in Umbria. Si tratta di una manifestazione internazionale di arte, musica, spettacolo che chiunque ami la Cultura non può perdere. Andateci e lasciatevi trasportare dalla bellezza del Pensiero di cui vive, c’è solo l’imbarazzo della scelta tra spettacoli teatrali, concerti, mostre, spettacoli di danza, letture e conferenze. E tanto che ci siete fermatevi al Capanno, una delle più gagliarde trattorie d’Italia dove mangerete uniche prelibatezze della tradizione potendo attingere ad una vastissima cantina di grande prestigio (ps: tranquilli, se seguendo il navigatore vi ritrovate nel bel mezzo di una strada sterrata circondata dal nulla, proseguite, è la strada giusta, Il Capanno si nasconde per mettervi alla prova!). Sempre restando nei dintorni di Spoleto vorrete di certo fermarvi dal Diavolacciu di Cantina Ninni, una piccola azienda che valorizza il Trebbiano Spoletino come poche altre sanno fare. 

EX FERROVIA SPOLETO - NORCIA 
Questo è il nome di uno dei più bei itinerari ciclabili che offre l’Umbria, per cui se siete ancora indecisi su quale rotta seguire, amate la Natura e lo sport, vi suggerisco caldamento di intraprendere il viaggio in Umbria sulle orme di questa ferrovia abbandonata (magari in primavera o estate).

ORVIETO 
Non spetta a me rendervi partecipi della maestosità del Duomo di questa città o del leggendario Pozzo di San Patrizio, per cui mi limito solo a sottolinearne la bellezza e a esortarvi a trascorrere almeno una giornata in questa splendida città. Anche perché è qui nei paraggi che potrete conoscere il buon Flavio a capo dell’azienda agricola Ma’ Falda. Un consiglio: andateci a porta bagagli vuoto e riempitelo di tutti i meravigliosi formaggi e salumi che produce, sono di un’indescrivibile bontà. Anzi no, venite a porta bagagli vuoto e annesso portapacchi perché credetemi non vorrete perdervi ciò che Fattoria Calcabrina ha da offrirvi: tanta saggezza contadina farcita di formaggi caprini e ottimo Sagrantino biodinamico. Se preferite soggiornare lontani dalla città in campagna sappiate che Fattoria Ma’ Falda è dotata anche di un bellissimo agriturismo i cui ospiti beneficiano di una visita di tutta l’azienda. Come dicevo, vale la pena trascorrere almeno un paio di giorni da queste parti perché cose da vedere e fare proprio non mancano; continuiamo quindi con Il Palazzone, azienda agricola che offre anche la possibilità di soggiornare in tutto relax. La loro particolarità consiste nella scelta di produrre vino in assenza di elettricità, eh sì, avete capito bene, come 100 anni fa; è interessante vedere come ciò sia possibile facendo un tuffo nel secolo scorso. Ultima cantina dell’orvietano che vorrei nominare è quella di Jacopo Battista, Ajola, particolarmente indicata se siete amanti intransigenti dei vini naturali. E’ sorta non molto tempo fa ma ci ha messo poco a farsi notare per il lavoro che sta portando avanti con perizia e rispetto del territorio.    

TERNI
La città degli Innamorati ha da offrire le cascate tra le più alte d’Europa: la Cascata delle Marmore, vero trionfo del potere della Natura. Piccolo consiglio, andateci con K-way, il dislivello di 165 m è tale da generare dei bei spruzzi sufficienti a farvi una doccia al passaggio. Al ritorno fermatevi da Stefano de La Palazzola, cantina dedita alla spumantizzazione e all’allevamento di vitigni insoliti da queste parti. Se siete appassionati di vino non lesinate domande a Stefano, è davvero molto preparato in materia. Anche qui se lo desiderate c’è la possibilità di soggiornare presso la loro struttura. Non finisce qui, perchè ci sono altre due belle aziende da visitare: Leonardo Bussoletti, il cui ciliegiolo è per me un vero punto di riferimento, e che in più fa anche EVO di sua produzione.  Finiamo con Annesanti, cantina avviata nel 2012 con lo scopo di produrre buon vino promuovendo l’identità culturale del territorio della Valnerina. La filosofia alla base produttiva consiste nel promuovere l’attività vitivinicola in sintonia con quel delicato equilibrio tra flora e fauna. Producono anche EVO.  A Terni vale la pena fermarsi dall’Oste della Mal’Ora, un’enoteca con cucina, molto fornita, dove potrete trovare prestigiose etichette di nicchia di vecchie annate.  

 

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